La teoria della Forma o Gestalt (Gestaltpsychologie)

Teoria della forma guida completa
()

La teoria della forma insieme alla teoria del colore (articolo precedente), rappresentano le basi per la comprensione della realtà. La teoria della forma è stata elaborata in Germania a partire dagli anni ’10 fino agli anni ’30. I precursori della teoria della forma sono gli psicologi M. Wertheimer (1880-1943), K. Koffka, W. Koehler e la scuola di architettura Bauhaus. Le teorie proseguirono poi nelle scuole statunitensi a causa delle persecuzioni dei suoi principali esponenti da parte dei nazisti dove ebbero particolare successo le teorie di K. Lewin, riguardanti la dinamica di gruppo e la personalità.

Le basi della teoria della forma

Alla base della teoria abbiamo la percezione delle forme e il ragionamento psicologico che vi è dietro. A tal proposito si enunciava che il comportamento di un individuo era dettato dal modo in cui lo stesso percepiva e interpretava la realtà e non dalla vera forma della stessa realtà. Su questo principio si basarono le applicazioni nel campo della comunicazione visiva, del design e dell’architettura.

In tedesco il termine Gestalt fa riferimento al concetto di forma, forma intesa come globalità ed è proprio a questo termine che la corrente fa riferimento. La Gestaltpsychologie, infatti, rivendicò il carattere totalitario dei fenomeni mentali e ne rivalutò l’approccio immediato dell’esperienza individuale nella realtà. In altre parole, possiamo dire che i gestaltisti considerano tutte le esperienze mentali come delle totalità. Le esperienze mentali si devono considerare esclusivamente e studiate nella loro interezza piuttosto che analizzarne i singoli elementi. Infatti, i singoli elementi perdono il significato se estrapolati dal ruolo o dall’insieme in cui sono stati inseriti. Allo stesso modo la Gestaltpsychologie considera inutile il processo di scomposizione di ogni insieme poiché i singoli elementi al di fuori del contesto originario perdono la loro realtà psicologica diventando pure astrazioni.

Il tutto è più della somma delle singole parti

I Gestaltisti condividono con gli strutturalisti che li precedono il punto di partenza e l’area di esplorazione e interesse ma concentrano le loro ricerche sull’esperienza soggettiva, la percezione individuale e la coscienza. In definitiva per loro la realtà percepita dalla mente ha valore solo se inteso come fenomeno unitario e non come la sommatoria di singoli elementi.

A questo punto il loro principio base che fa da perno e anche per certi versi da slogan per scuola psicologica si può sintetizzare in una sola frase: “il tutto è più della somma delle singole parti”, che di per sé possono anche esistere da sole indipendentemente dal tutto, mentre è il tutto a perdere di significato se preso in considerazione a prescindere dalle singole parti che lo compongono. La stessa cosa si potrebbe dire delle note singole che compongono la melodia, le stesse da sole hanno un significato e sono riconoscibili, piuttosto è la melodia stessa che, essendo composta da note, perde il suo significato e non esiste senza le stesse.

Ruolo della mente umana secondo la teoria della forma

Secondo la teoria della forma, la mente umana acquisisce una funzione attiva durante il processo di percezione della realtà poiché non si limita a ricevere e organizzare le informazioni ricevute dagli organi di senso, ma ha un ruolo fondamentale nell’organizzare le informazioni pervenute per comporle a formare il “tutto”.

Questa nuova struttura della realtà e dei processi psicologici si basa su principi innati che sono spiegati nelle famose leggi dell’organizzazione percettiva.

I Gestaltisti compirono le loro indagini facendo principalmente riferimento al metodo fenomenologico, secondo cui l’oggetto preso in esame deve essere dato così come si presenta spontaneamente all’individuo. In questo modo si raccolgono le impressioni dell’individuo senza istruirlo sul come analizzare i propri contenuti di coscienza. Durante le procedure d’indagine al soggetto veniva chiesto di descrivere liberamente come gli appariva la realtà o i pensieri in maniera spontanea senza elaborarli con l’intelletto.

Sviluppi e studi sulla teoria della forma

Come già detto il campo d’indagine privilegiate della psicologia della forma è la percezione.

M. Wertheimer (1880-1943), compì le prime indagini su questo argomento. I suoi studi partono da quelli compiuti sull’effetto stroboscopico, pubblicata nel 1912. In sintesi, l’effetto stroboscopico dimostra come la percezione del movimento è un’operazione compiuta dal cervello che obbedisce a leggi proprie. Infatti, il movimento percepito è per definizione sempre apparente e la corrispondenza fra movimento percepito e movimento fisico viene determinata in base a leggi ancora poco note.

Effetto stroboscopico
credit: https://www.pexels.com/it-it/foto/tunnel-urbano-scuro-con-luci-al-neon-rosse-e-blu-3757231/
Teoria della forma: Effetto stroboscopico

W. Koehler avviò uno studio sui processi di problem-solving a cui seguirono i lavori di Wertheimer e K.Duncker sul pensiero produttivo e quelli di G. Katona sull’apprendimento. In Italia il gestaltismo fu coltivato soprattutto da C. Musatti e G. Kanizsa.

I principi fondamentali della teoria delle forme si possono sintetizzare in sei punti base. Non dobbiamo dimenticare che tutti i campi esplorati dalla Bauhaus sono stati oggetto di studio fino ai giorni nostri. In particolar modo Rudolf Arnheim nel 1954 scrisse un libro di approfondimento dal titolo: “Art Visual perception: a Psychology of the Creative Eye”, un vero e proprio approfondimento sull’argomento.

Puoi acquistare il libro cliccando sull’immagine qui sotto.

Libro: Art and Visual Perception: A Psychology of the Creative Eye / New Version di Rudolf Arnheim
Rudolf Arnheim

La teoria della forma e il modello di campo

Gli studiosi della Gestalt si occuparono principalmente di determinare le leggi della funzione percettiva e studiare le condizioni che permettono di far apparire gli elementi in una determinata configurazione percettiva. Come in esperimenti di fisica le particelle si dispongono in una data organizzazione nello spazio ossia, in un campo di forze magnetiche, così la modalità della strutturazione in forme percettive dipende dalle leggi che sono proprie di quel campo.

Dalla fisica i gestaltisti derivano il concetto di campo, per loro di fondamentale importanza tale da definire la teoria del campo. Come anche nella fisica contemporanea il campo percettivo è un sistema dinamico in cui le forze si distribuiscono in modo autonomo seguendo delle regole che non rispondono a sistemi di unificazione o di coesione esterni. In questa nuova esperienza psicologica di tipo dinamico si riescono a comprendere le realtà dinamiche delle situazioni psicologiche come, ad esempio, può essere il senso di attrazione o repulsione suscitato da una persona o da un oggetto.

La teoria del campo si elabora partendo dall’identificazione delle regole d’interazione tra le sue parti. A questo punto si identificano i principi di unificazione formale o più comunemente leggi della forma enunciate da Wertheimer (1922-1923).

La teoria della forma: principi di unificazione formale

Le leggi della forma vanno a identificare le regole di interazione che sono alla base di un insieme di elementi all’interno di un campo. Queste leggi sono:

  1. Vicinanza
  2. Somiglianza
  3. Chiusura
  4. Buona continuazione
  5. Destino (o moto) comune
  6. Pregnanza (o della buona forma)
  7. Esperienza passata

Di seguito proviamo a spiegare nel dettaglio ogni legge per aiutarti nella comprensione.

1. Legge della vicinanza

A parità di condizioni, tendono a essere costituenti di una unità percettiva elementi posti vicini piuttosto che elementi distanti. Per comprendere meglio il significato di questa legge, la figura qui sotto mostra il risultato dell’organizzazione percettiva: è facile vedere due gruppi di tre oggetti ma non in un modo altrettanto facile si riescono a vedere tre gruppi con due oggetti.

Esempio della legge della vicinanza
Legge della vicinanza

2. Legge della somiglianza

A parità di condizioni tendono ad assumere una connotazione unitaria elementi che contengono elementi simili (forma, colore ecc.) Per meglio capire il fattore di somiglianza, possiamo osservare la figura qui sotto: molto facilmente si riescono a vedere coppie formate da due quadratini e due cerchietti e meno facile è, invece, vedere coppie formate da un quadratino e un cerchietto.

Teoria della forma, legge della somiglianza
Legge della somiglianza

3. Legge della chiusura

Sempre a parità di altre condizioni, viene vissuta come unità percettiva un sistema chiuso piuttosto che uno aperto. Un esempio molto famoso per dimostrare la legge di chiusura è il triangolo di Kanizsa.

Teoria della forma, legge della chiusura
Legge della chiusura

Gli esperimenti psicologici condotti utilizzando questa figura mettono in evidenza come parte della percezione visiva è un’attività creativa capace di sorprendere l’osservatore e invitarlo a riflettere sul rapporto tra realtà e apparenza. Un esempio più semplice per capire la legge di chiusura è dato dalla figura qui sotto: in base alla legge si vedono due forme chiuse e non una sinusoide ed una retta proprio perché si ha la tendenza a chiudere le forme ignorando i vuoti e completando i contorni di una figura.

Teoria della forma, legge della chiusura
Legge della chiusura

Per un approfondimento puoi acquistare il libro: Grammatica del vedere di Gaetano Kanizsa

Libro di Gaetano Kanizsa
Grammatica del vedere, Libro di Gaetano Kanizsa

4. Legge della buona continuazione

In questo caso, elementi diversi disposti lungo una stessa linea vengono percepiti come appartenenti alla stessa forma. Nella figura qua sotto immediatamente vengono percepiti le linee 1-2 e 3-4 piuttosto che le linee 1-4 e 3-2.

Esempio legge della buona continuazione
Legge della buona continuazione

5. Legge del destino o moto comune

Elementi che si muovono concordemente vengono percepiti come appartenenti alla stessa forma. Nelle figure qui sotto possiamo vedere come gli elementi con caratteristiche comuni (dimensione, colore, peso, posizione, forma, eccetera) vengono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo o alla stessa forma.

Teoria della forma, legge del moto comune
Legge del moto comune

6. Legge della pregnanza o della buona forma

Per pregnanza si intende un insieme di elementi che rendono una forma abbastanza armonica, simmetrica, piacevole – buona. Per comprendere di cosa stiamo parlando possiamo dire che il triangolo equilatero è più pregnante di uno scaleno oppure, il cerchio è più pregnante dell’ovale ecc. Questa legge della pregnanza afferma che in un dato campo gli elementi presenti tendono a costituire forme più pregnanti possibili in condizioni date. Nella figura qui sotto, il quadrato a sinistra è certamente percepito più armonioso rispetto a quello a destra.

Esempio legge della buona forma
Legge della buona forma

7. Legge dell’esperienza passata

Quando parliamo della legge dell’esperienza passata dobbiamo anche precisare che le teorie della Gestalt fanno riferimento a quelle dei nativisti. Riassumendo brevemente possiamo dire che a quel tempo era in corso una vera e propria disputa in campo psicologico tra i nativisti e gli empiristi. I nativisti sostenevano che le strutture psicologiche sono innate mentre gli empiristi sostenevano l’influenza esclusiva dell’esperienza nell’organizzazione dei processi psicologici. Infatti, la scuola della Gestalt, come già detto, sostiene il concetto nativista secondo cui i processi psicologici sono frutto di un sostrato materiale che agisce seguendo leggi fisiche invarianti rispetto all’esperienza passata dei singoli individui e della specie stessa.

In pratica, l’esperienza passata non può influire sui processi base della strutturazione dei fenomeni psicologici generati in un campo, essa può avere un ruolo di orientamento di tali processi in una determinata direzione rispetto ad altre. Per dimostrare e illustrare questa teoria si usano le “figure di Street”.

Teoria della forma: figura di Street
Figura di Street

In sostanza si tratta di figure composte da macchie che apparentemente non hanno significato ma che, una volta suggerito il senso, vengono viste esattamente come detto e in nessun altro modo. L’esperienza passata non può assolutamente influire sull’organizzazione strutturale del campo ma può imporre una data organizzazione piuttosto che un’altra.

Teoria della forma: postulato dell’isomorfismo

Il modello di campo utilizzato dalla teoria della Gestald è valido sia nel mondo organico della fisiologia, sia nel mondo inorganico della fisica, sa in quello psicologico della psicologia. Non dimentichiamo che tra il mondo dei fenomeni, oggetto di studio della psicologia, e il mondo fisiologico, oggetto di studio della fisiologia, esiste un’identità strutturale (isomorfismo) che si riflette nell’identità delle leggi di strutturazione valide per entrambi gli ambiti. Infatti, in base al “postulato dell’isomorfismo”, ogni manifestazione a livello fenomenico, ha un corrispettivo di processi a livello celebrale con caratteristiche funzionali identiche. In altre parole, la struttura, la forma e le dinamiche del mondo fenomenico si rispecchiano in quello del sistema nervoso centrale.

Gli eventi psichici, che ad esempio corrispondono alla percezione di un paesaggio, hanno qualcosa in comune con la percezione di una parola o di una persona o uno stato d’animo. Proprio per questo motivo è consentito dire: “un paesaggio è triste” o “una musica è triste” ecc: la percezione è determinata dall’interazione tra organizzazione e anatomo-fisiologica e stimolazione esterna, come se fosse una ricostruzione interna all’individuo, della realtà ambientale. Questa ricostruzione si attribuiscono proprietà degli stimoli e proprietà dell’attività dell’organismo. L’isomorfismo è stato molto criticato per i suoi aspetti troppo fisiologici e aridi.

L’identità strutturale

Interessante è la definizione dell’“identità strutturale” da non confondere intendendo il cervello come semplice registratore che fornisce copie esatte dell’esperienza fenomenica. Piuttosto va riconosciuto a esso il compito, se note le leggi di organizzazione dell’esperienza fenomenica, sono anche note le leggi relative alla realtà cerebrale. L’identità strutturale va concepita come una stretta corrispondenza (di tipi topologico, non topografico) tra i due ambiti: se un evento si verifica nell’uno, può essere rappresentato nell’altro e viceversa. Questo si collega con l’aspetto che più caratterizza la scuola Gestalt: l’interpretazione del mondo fenomenico sulla base di processi fisiologici, ossia la concezione che esista per ogni fenomeno, anche il più astratto (come, ad esempio, quello mentale) un sostrato materiale quindi fisiologico.

Teoria della forma e principi del design: esempi

Come viene interpretato e percepito un’opera d’arte? Come reagisce la nostra mente di fronte ai prodotti della comunicazione? In che modo il lavoro grafico o artistico influenza il target user? Come vengono vissuti e percepiti gli spazi della nostra casa o degli ambienti di lavoro?

Attraverso l’approfondimento dei lavori di Max Wetherimer e quelli di Stephen Palmer e di altri teorici contemporanei della Gestalt si possono individuare i meccanismi con cui la mente percepisce alcuni elementi apparentemente separati tra loro compiendo una sintesi e attribuendo un senso.

Se ti interessa approfondire l’argomento per migliorare le tue performance professionali, ti suggeriamo di acquistare il seguente libro: Apprendimento e insegnamento secondo la teoria della Gestalt: Come rinnovare e migliorare la didattica e la relazione educativa

Teoria della forma: Apprendimento e insegnamento secondo la teoria della Gestalt
Teoria della forma: Apprendimento e insegnamento secondo la teoria della Gestalt

1. La vicinanza

Questo manifesto è stato composto utilizzando più elementi vicini tra loro che vengono percepiti come appartenenti allo stesso gruppo. La stessa cosa accade quando scriviamo un testo: le lettere vicine vengono percepite come parole e non come elementi singoli. Allo stesso modo il manifesto qui sotto restituisce l’immagine di un cervo composto da linee vicine tra loro. Anche la composizione del logo di Unilever si basa sullo stesso principio e come questo tantissimi altri loghi.

Teoria della forma: poster pubblicitario esplicativo della regola della vicinanza
Poster pubblicitario
Teoria della forma: logo Unilever esempio della legge della vicinanza
Logo Unilever

2. La somiglianza

Abbiamo visto che la somiglianza o similitudine si ottiene utilizzando forme simili anche se diverse per evidenziare differenze.

Un esempio è la cover del disco dei Beatles che è composta utilizzando una foto racchiusa in un quadrato che mantiene gli stessi colori ma che rappresenta diverse inquadrature e i diversi componenti del gruppo.

Teoria della forma, legge della somiglianza: esempio cover del disco dei Beatles
Copertina disco dei Beathes
Teoria della forma, legge della somiglianza: esempio poster pubblicitario Nestcafé
Poster pubblicitario Nestcafé

3. La chiusura

Un esempio molto conosciuto è quello del logo del WWF. Infatti, il logo è composto da macchie che la mente percepisce come un’unica figura: un panda.

Teoria della forma, legge della chiusura: esempio logo del WWF
Logo WWF

4. Legge della buona continuazione

Secondo la legge della buona continuazione il nostro cervello è più propenso a credere che due linee divise da una terza in realtà siano una sola linea che continua sotto l’ostacolo visivo. Un esempio? In questo logo vedete due linee rosse o un unico cerchio rosso?

Teoria della forma, esempio legge della buona continuazione: Logo metro di Londra
Logo Metropolitana di Londra

5. Destino (o moto) comune

Percepiamo gli elementi che hanno un movimento concorde come appartenenti alla stessa forma. Infatti, nel poster qui sotto la scritta a pieghe sembra appartenere a una sola struttura. Allo stesso modo, il logo più sotto rende i singoli frammenti dinamici parte di un solo logo.

Teoria della forma, esempio legge del destino o moto comune: poster pubblicitario
Manifesto pubblicitario
Teoria della forma, esempio legge del destino o moto comune: logo BEE
Logo

6. Pregnanza (o della buona forma)

Apparentemente i singoli elementi disposti nella figura non hanno senso. Grazie alla loro forma gradevole il nostro cervello li legge come appartenenti a un unico sistema e ne legge la parola LOGO. Anche nel poster più sotto, la simmetria con cui è composta l’immagine fa da perno per la lettura di tutti gli elementi in modo armonioso e semplice.

Teoria della forma, esempio legge della pregnanza: logo
Logo pubblicitario
Teoria della forma, esempio legge della pregnanza: poster pubblicitario
Poster pubblicitario

7. Legge dell’esperienza passata

Infine, queste due macchie di colore apparentemente senza senso, restituiscono l’immagine di un corpo.

Teoria della forma, esempio legge dell'esperienza passata: logo NBA

How useful was this post?

Click on a star to rate it!

Average rating / 5. Vote count:

No votes so far! Be the first to rate this post.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *